GIACOMO RAFFAELLI: ARTIGIANO E ARTISTA, MAESTRO INNOVATORE DEL MICROMOSAICO.

Giacomo Raffaelli costituisce una delle figure più rappresentative ed importanti della produzione italiana di manufatti artistici della seconda metà del settecento. Nato a Roma nel 1753 in una famiglia di fornaciai, che produceva paste vitree per mosaici prevalentemente rivolte alle opere vaticane, prende in mano, come primogenito, la gestione del laboratorio alla morte del padre Paolo insieme ai suoi due fratelli. Grazie alle sue indiscusse qualità artistiche e gestionali, Giacomo affina e migliora tecniche innovative di cottura e di taglio delle piccole tessere vitree, che permetteranno di sviluppare l'arte del mosaico in miniatura a Roma.
La sua attività  si evolve quindi dalla mera produzione della materia prima a quella di mosaicista, realizzando capolavori in miniatura che rappresentano in modo straordinario e assolutamente realistico paesaggi, delicate nature morte e scene decorative con soggetti mitologici e religiosi. Fra i soggetti  preferiti dall'artista vi erano scene di uccellini avvolti da eleganti cornici in stile classico. La Bottega Raffaelli, spostatasi in via San Sebastianello all'angolo con Piazza di Spagna, diviene un punto di riferimento indiscusso per la sofisticata nobiltà europea e per i viaggiatori del gran tour in visita nel Bel Paese, che non mancano di acquistare placche o tavoli ideati e realizzati dal Maestro, ma soprattutto favolose miniature da incastonare in bracciali, collane, tabacchiere o altri gioielli. Splendidi manufatti artistici, oggi conservati nei più importanti musei del mondo, fra cui il British Museum di Londra e il Museo Napoleonico a Roma.
La fama di Raffaelli e delle sue opere raggiunge alla fine del '700 vette altissime, tanto che l'allora governo napoleonico lo incarica di spostarsi a Milano nel 1804 per fondare una scuola di mosaico, collegata all'Accademia di Brera, dove rimane fino al 1820, portando avanti l'attività di artigiano insieme a quella di insegnante diffondendo anche nel capoluogo lombardo la tecnica del micromosaico. Nel 1807 realizza su commissione, con l'aiuto del figlio Vincenzo, forse la sua opera più rappresentativa e conosciuta, considerata uno dei maggiori capolavori nel genere del mosaico minuto di tutti i tempi, una copia in miniatura dell'Ultima cena di Leonardo, che da prima destinata al Louvre, viene poi richiesta dagli Asburgo e quindi portata a Vienna, dove ancora si trova. Di ritorno a Roma sposta la sede dell'opificio in via del Babuino, dove prosegue, insieme al figlio, la sua attività di micromosaicista, con sempre più successo e apprezzamento dei suoi mosaici da parte di tutto il mondo. Anche lo Zar di Russia, che lo nomina suo consigliere artistico, è affascinato dalle sue opere, molte delle quali, oggi si trovano presso l'Ermitage di San Pietroburgo.
La principale novità apportata da Giacomo Raffaelli nell'arte del micromosaico, anche detto mosaico affilato, è rappresentata dall'utilizzo diversificato di opere ad intarsio e in scultura lapidea, bronzi e scagliole, che grazie proprio allo sviluppo delle tecniche da egli elaborate creano un sistema di produzione del tutto innovativo per i suoi tempi, che abbinato ad un gusto artistico raffinato ispirato al neoclassicismo dell'epoca, lo rendono contemporaneamente formidabile artigiano e fine artista. Egli è infatti artigiano in quanto padrone assoluto delle tecniche di lavorazione più avanzate, alla continua ricerca e sperimentazione di nuovi traguardi ed è anche sommo conoscitore dei materiali più disparati. Ma è anche e soprattutto grande artista per la raffinatezza e il gusto delle sue opere che lo rendono un'icona apprezzata in tutto il mondo  dagli appassionati e cultori del mosaico artistico, unico nel suo genere. 

 

1 comment

Il libro è veramente bello. Complimenti!

Svetlana April 17, 2021

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